Ti trovi qui:Home»Comunicazione»PSR FEASR Basilicata 2014-2020»La PAC e il futuro
Martedì, 24 Gennaio 2012 16:57

La PAC e il futuro

downloadPAC 2014-2020
In coerenza con gli obiettivi di "Europa 2020", la PAC (Politica Agricola Comune) affronta una serie di sfide per garantire il futuro del settore agricolo e delle aree rurali:
La nuova PAC prevede tre obiettivi strategici:

  • una produzione alimentare redditizia;
  • una gestione sostenibile delle risorse naturali;
  • uno sviluppo territoriale equilibrato.

L'architettura giuridica della PAC si poggia su due pilastri:

I PILASTRO: comprende gli interventi di mercato, che riguardano la stabilizzazione dei redditi degli agricoltori tramite la gestione dei mercati agricoli ed il regime dei pagamenti diretti (Aiuti PAC).
Il finanziamento è assicurato dal FEAGA (Fondo Europeo Agricolo e di Garanzia);

II PILASTRO: promuove la competitività delle imprese agricole e lo sviluppo rurale, con misure programmate a livello territoriale (Programmi di Sviluppo Rurale - PSR).
Il finanziamento è assicurato dal FEASR (Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale).

I principali Regolamenti di riferimento sono quattro e riguardano: i) i pagamenti diretti, ii) l'organizzazione comune di mercato unica (OCM), iii) lo sviluppo rurale e iv) un regolamento orizzontale sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della PAC.

Nell'ambito del quadro finanziario pluriennale 2014-2020 (QFP), alcune attività vengono gestite separatamente, tra cui il trasferimento di fondi tra pagamenti diretti (I pilastro) e sviluppo rurale (II pilastro), l'assegnazione delle dotazioni nazionali per i pagamenti diretti e per lo sviluppo rurale, le percentuali di cofinanziamento.

Le politiche di sviluppo rurale, definite nei PSR 2014/2020, devono essere complementari a quelle finanziate dai Fondi del Quadro Strategico Comune (QSC), il quale prevede 11 Obiettivi Tematici utili per affrontare le principali sfide che ogni Stato Membro deve perseguire in termini di sviluppo e di attuazione della "Strategia Europa 2020", definite in ambito nazionale nell'"Accordo di Partenariato" e declinate a livello regionale nel Documento di Strategia Regionale. La riforma ha iniziato il suo iter il 20 e 21 ottobre 2011 presso il Consiglio dell'agricoltura e il 24 ottobre 2011 presso la Commissione agricoltura del Parlamento europeo.

Sulle proposte di modifica ai regolamenti si è sviluppato il negoziato tra Parlamento Europeo e Consiglio Ue che si è conclusa entro il 2013. I ritardi nel negoziato hanno comportato il rinvio al 2015 (anziché a partire dal 2014) dell'entrata in vigore del regolamento sui pagamenti diretti agli agricoltori e di alcune misure previste dal regolamento OCM Unica e, contestualmente, la necessità di prevedere un regolamento transitorio per garantire la prosecuzione degli aiuti anche per il 2014.

PSR 2014-2020

Con la proposta di Regolamento sullo Sviluppo Rurale, per il periodo 2014/2020, viene confermato l'impianto del periodo 2007/2013, con alcune importanti novità.

Toccherà agli Stati membri e alle Regioni definire la programmazione, mediante programmi pluriennali (PSR), assicurandone la gestione e l' attuazione in un quadro di governance multilivello, orientata, cofinanziata e controllata a livello europeo.

Le nuove regole del II Pilastro offrono invece un approccio più flessibile di quello attuale. Le misure non saranno più classificate a livello UE in "assi" con l'obbligo di una spesa minima per asse. Spetterà invece agli Stati membri o alle Regioni decidere, su basi analitiche solide, quale misura usare (e come) per raggiungere gli obiettivi fissati in base a sei Priorità generali con relativi "settori d'interesse" (Focus Area) più specifici.

Le sei Priorità Generali riguardano:

  • Promuovere il trasferimento di conoscenze e l'innovazione nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali (priorità orizzontale)
    - stimolare l'innovazione, la cooperazione e lo sviluppo della base di conoscenze nelle zone rurali;
    - rinsaldare i nessi tra agricoltura, produzione alimentare e silvicoltura, da un lato, e ricerca e innovazione, dall'altro, anche al fine di migliorare la gestione e le prestazioni ambientali;
    - incoraggiare l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita e la formazione professionale nel settore agricolo e forestale;

  • Potenziare la competitività dell'agricoltura in tutte le sue forme e la redditività delle aziende agricole
    - migliorare le prestazioni economiche di tutte le aziende agricole e incoraggiare la ristrutturazione e l'ammodernamento delle aziende agricole, in particolare per aumentare la quota di mercato e l'orientamento al mercato nonché la diversificazione delle attività;
    - favorire l'ingresso di agricoltori adeguatamente qualificati nel settore agricolo e, in particolare, il ricambio generazionale;

  • Promuovere l'organizzazione della filiera agroalimentare e la gestione dei rischi nel settore agricolo
    - migliorare la competitività dei produttori primari integrandoli meglio nella filiera agroalimentare attraverso i regimi di qualità, la creazione di un valore aggiunto per i prodotti agricoli, la promozione dei prodotti nei mercati locali, le filiere corte, le associazioni e organizzazioni di produttori e le organizzazioni interprofessionali;
    - sostenere la prevenzione e la gestione dei rischi aziendali;

  • Preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi dipendenti dall'agricoltura e dalle foreste
    - salvaguardia, ripristino e miglioramento della biodiversità, tra l'altro nelle zone Natura 2000, nelle zone soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici e nell'agricoltura ad alto valore naturalistico, nonché dell'assetto paesaggistico dell'Europa;
    - migliore gestione delle risorse idriche, compresa la gestione dei fertilizzanti e dei pesticidi;
    prevenzione dell'erosione dei suoli e migliore gestione degli stessi;

  • Incentivare l'uso efficiente delle risorse e il passaggio a un'economia a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima nel settore agroalimentare e forestale
    - rendere più efficiente l'uso dell'acqua nell'agricoltura;
    - rendere più efficiente l'uso dell'energia nell'agricoltura e nell'industria alimentare;
    - favorire l'approvvigionamento e l'utilizzo di fonti di energia rinnovabili, sottoprodotti, materiali di scarto, residui e altre materie grezze non alimentari ai fini della bioeconomia;
    - ridurre le emissioni di gas a effetto serra e di ammoniaca prodotte dall'agricoltura;
    - promuovere la conservazione e il sequestro del carbonio nel settore agricolo e forestale.

  • Adoperarsi per l'inclusione sociale, la riduzione della povertà e lo sviluppo economico nelle zone rurali
    - favorire la diversificazione, la creazione e lo sviluppo di piccole imprese e l'occupazione;
    - stimolare lo sviluppo locale nelle zone rurali;
    - promuovere l'accessibilità, l'uso e la qualità delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) nelle zone rurali.

Almeno il 30% degli stanziamenti provenienti dal bilancio dell'UE dovranno essere riservati per lo sviluppo rurale a determinate misure agro-climatico-ambientali e almeno il 5% all'approccio LEADER. Si potranno sviluppare sottoprogrammi tematici che contribuiscano alla realizzazione delle priorità dell'Unione in materia di sviluppo rurale e rispondano a specifiche esigenze riscontrate, in particolare per quanto riguarda l'insedimento dei giovani agricoltori, le piccole aziende agricole, le zone montane e le filiere corte.

 

  • favorire la diversificazione, la creazione e lo sviluppo di piccole imprese e l'occupazione
  • stimolare lo sviluppo locale nelle zone rurali
  • promuovere l'accessibilità, l'uso e la qualità delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) nelle zone rurali.
Letto 10264 volte
AddThis Social Bookmark Button
euspacer1 regbasspacer2repubblicaita

To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information